"Un traguardo che non avevo mai osato sognare, tanto mi sembrava irraggiungibile. Un istante raro e prezioso, l'attimo cristallino in cui a dar retta ai sogni, la vita si trasforma in una
favola. Tutti, dal primo all'ultimo, siamo dei vincitori, perché siamo scesi al termine della notte per conoscere noi stessi, con fierezza ed umiltà, esplorando i nostri limiti, scoprendo, con meraviglia che sono molto al di là di quello che pensavamo. Sono orgoglioso di avere dei camosci per amici."
É solo lo stralcio di una lettera, poche righe di cui volutamente evitiamo di riportare contesto ed autore, ma che probabilmente racchiude aspetti e sfumature di un certo tipo d'alpinismo del quale persino il deprecabile atteggiamento umano volto a catalogare necessariamente ogni cosa, trova difficoltà a dare risposta.
Il gerundio inglese "trekking" nasce dalla parola sud-africana "trek" (camminare).
Attualmente viene usata con una connotazione sportiva e sta ad indicare appunto lo sport di attraversare le montagne con l'ausilio di sentieri segnati (ma non necessariamente).
Praticare il trekking oltre che essere bello, è indispensabile per chi, come noi, ama raggiungere vette molto alte.
Contrariamente a ciò che si può pensare infatti, tali cime, non vengono conquistate solo attraverso faticosissime e difficilissime scalate ma soprattutto grazie a
duri e faticosi trekking, sia d’avvicinamento che d'attacco.
É importante saper fare trekking sia per i motivi appena esposti, sia perché la pratica di detta disciplina da la possibilità di abituarsi
gradualmente all'ambiente montano ed alla quota, ma soprattutto perché si può gustare l'immensa bellezza dei paesaggi montani, e raggiungere posti talmente incontaminati da poter essere considerati dei veri e propri paradisi terrestri.
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